Ti sei mai domandata davvero da cosa è composto un assorbente? E quante volte hai bisogno di cambiarti in quei giorni? Quando parliamo di assorbenti non parliamo solo di formati e modelli diversi tra i quali scegliere, ma dobbiamo far riferimento alle diverse esigenze che condizionano la scelta delle donne.

Oggi sul mercato sono presenti molte tipologie di assorbenti e salvaslip per rispondere alle esigenze di una clientela molto diversificata che sceglie cosa indossare non solo sulla base del flusso più o meno abbondante che ha durante la mestruazione. Ci sono assorbente indicati per i giorni centrali ciclo mestruale, assorbenti per i primi e gli ultimi giorni, assorbenti per piccole perdite di urine, per perdite per ovulazione, spotting e primo ciclo.

Una prima distinzione da fare riguarda la presenza delle ali che permettono di mantenere ben saldo l’assorbente allo slip. In caso di flusso mestruale leggero o durante l’estate molte donne preferiscono un assorbente senza ali, mentre in caso di fenomeni di spotting o durante l’ovulazione, viene spesso scelto il salvaslip come protezione discreta (ma non assorbente) per la mutandina.

Da cosa è composto un assorbente?

 

Si tratti di un assorbente extra notte o di un discreto assorbente anatomico, più o meno sottile, con e senza ali, un assorbente si compone sempre di più strati, almeno 4.

IL PRIMO STRATO. Cosa scelgo a contatto con la pelle.

Il primo è quello più superficiale che essendo a contatto con la pelle deve rispettare il suo naturale equilibrio senza irritare o prudere. La scelta può ricadere su una fibra naturale come il cotone oppure su un tessuto non tessuto specifico per la pelle, anche la più sensibile. La differenza nell’esperienza di utilizzo è evidente: la fibra naturale tende a rimanere a lungo bagnata creando una spiacevole sensazione di umidità. I tessuti misti invece riescono ad isolare bene la pelle dal bagnato permettono un maggior asciutto durante l’uso. Soggetti allergici e particolarmente sensibili scelgono tessuti naturali dovendo comunque rinunciare all’asciutto. Chi sceglie tessuti misti invece deve prestare particolare attenzione a quelli di bassa qualità: quelli più “plastici”, responsabili, oltre a pruriti e irritazioni, di creare maggiore umidità non lasciando respirare la pelle e quindi una proliferazione più rapida dei batteri.

IL SECONDO STRATO. Il tessuto filtrante.

Il secondo strato è un tessuto filtrante costruito per agevolare il passaggio dei liquidi dal primo strato a contatto con la pelle ai polimeri super-assorbenti (SAP), il nostro terzo strato.

IL TERZO STRATO. I polimeri super assorbenti

I polimeri super-assorbenti sono macromolecole in grado di trattenere i liquidi a lungo e senza fuoriuscite. È grazie alla presenza dei polimeri infatti che l’assorbente riesce ad assolvere la sua funzione principale.

IL QUARTO STRATO

Lo chiameremo quarto strato anche se si tratta più di un contenitore: il rivestimento esterno che permette di tenere insieme i vari strati dell’assorbente, sul quale vengono fissate le ali e sul quale viene posta la colla che assicura aderenza agli slip.

 

 

Ogni quanto cambiare l’assorbente.

 

Il numero di cambi durante il giorno, non dipende dal flusso più o meno abbondante che una donna ha. L’assorbente va cambiato sempre ogni 3, massimo 4 ore anche quando si ha un flusso leggero e non si avverte necessità di cambio. Questo perché ciclo mestruale (ma è il caso anche delle piccole perdite di urina) favorisce la moltiplicazione dei batteri responsabili dei principali fastidi intimi delle donne: recidive vaginali, infiammazioni, dermatiti e cattivi odori.

Indossare l’assorbente a lungo durante la giornata è sempre una cattiva abitudine perché più a lungo si indossa lo stesso assorbente, maggiore è la crescita batterica.

A differenza dei tradizionali assorbenti, lassorbente antimicrobico può aiutarti a contrastare lo sviluppo di funghi e batteri responsabili dei principali fastidi intimi fin dai primi momenti di utilizzo, al variare della temperatura del tratto urogenitale, responsabile dell’aumento dei batteri.

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