La coppetta mestruale negli ultimi anni continua ad essere scelta da tante donne, in sostituzione dei tradizionali assorbenti. Si tratta sicuramente di una scelta ecologica ma quanto igienica e sicura?

La coppetta mestruale è un dispositivo in silicone, a forma di imbuto, da posizionare all’interno del canale vaginale durante la mestruazione.

Ogni coppetta presenta almeno due dimensioni o taglie: la coppetta piccola (o S) e la coppetta grande (o L), da scegliere in base alle caratteristiche del proprio flusso mestruale e all’età. La coppetta mestruale è disponibile anche in diversi formati, da scegliere in base alla tonicità del pavimento pelvico: dalla coppetta mestruale tonica, a quelle semi-tonica e morbida.

Può essere usata da tutte le donne, anche da soggetti sensibili e allergici al lattice perché in silicone chirurgico. I ginecologi ne sconsigliano comunque l’uso nei sei mesi successivi ad un parto naturale, un aborto, una colposcopia e qualsiasi altro intervento chirurgico vaginale.

 

Perché sono diversi dagli assorbenti tradizionali?

 

Gli assorbenti igienici interni, così come quelli esterni, assorbono il flusso mestruale. Assorbendo il flusso mestruale catturano anche il muco cervicale, importante barriera protettiva contro le infezioni agli organi genitali per le sue proprietà antibatteriche. La coppetta mestruale, a differenza degli assorbenti igienici tradizionali, non assorbe il flusso mestruale, lo raccoglie.

 

Pro e Contro

 

Se da un lato la mancata azione di assorbimento aiuta a proteggere le naturali difese della vagina preservando il muco vaginale, dall’altro, il ristagno prolungato del sangue all’interno della coppetta (fino 6-8 ore tra un cambio e l’altro):

  • – non permette il deflusso completo del sangue mestruale su tutte le pareti, indispensabile per una corretta pulizia del tratto vaginale;
  • – favorisce la proliferazione di batteri nocivi all’interno del canale vaginale.

La coppetta mestruale comunque incontra il parere positivo dei ginecologi soprattutto in sostituzione degli assorbenti interni che possono portare gravi problemi alla cervice uterina e nei casi più gravi essere causa di Sindrome da shock tossico (TSS), una malattia grave causata da una tossina del batterio Staphylococcus aureus, che si trova comunemente nella vagina. Le donne più a rischio sono quelle che utilizzano durante le mestruazioni tamponi assorbenti e dispositivi di contraccezione interni e/o hanno già avuto infezione da stafilococco.

Proprio sul rischio di contrarre TSS, sindrome da shock tossico, una ricerca condotta dalla Facoltà di Medicina di Lione, ha evidenziato come le coppette mestruali presentino comunque la possibilità di sviluppare la tossina responsabile dello shock tossico.

 

Cosa scegliere quindi?

 

La coppetta mestruale rappresenta una scelta eco-friendly ma non più igienica degli assorbenti interni: i pericoli riscontrati nell’uso dei tamponi infatti sembrano essere gli stessi delle coppette mestruali. La scelta della coppetta mestruale piuttosto che dell’assorbente igienico tradizionale è da fare sempre nel rispetto e nella conoscenza del proprio corpo con attenzione particolare all’igiene intima, ad esempio nella scelta del detergente da utilizzare, e scegliendo di alternare, in un solo ciclo o in più cicli mestruali, l’uso degli assorbenti antimicrobici alla coppetta mestruale.

Ci siamo lasciati ispirare da:

V. Grassini, Coppetta mestruale: come si usa, opinioni dei ginecologi e quale scegliere, Alfemminile.com, pubblicato il 14 maggio 2019;

Dott.ssa V. Pondello, Ciclo mestruale: quali alternative agli assorbenti tradizionali? Medicitalia.it, pubblicato il 4 luglio 2011;

E. Rossi, Coppetta mestruale: sfatato il mito della sua maggiore igiene, Foxlife.it,  aggiornato