Il ciclo mestruale rappresenta uno dei maggiori indicatori di salute per una donna. Nel corso della sua vita infatti, a partire dal menarca (la prima mestruazione che solitamente compare tra i 9 e i 14 anni) fino alla menopausa, si susseguono cicli mensili durante i quali nella donna avvengono particolari processi fisici divisi in fasi la cui comprensione è molto importante per conoscere appieno il proprio corpo.

In questo articolo dal titolo Tutto sul ciclo mestruale pubblicato su MedicItalia, il Dott. Marcello Sergio, spiega le 4 fasi del ciclo mestruale e le irregolarità che possono alterarne il ritmo e la regolarità.

Fase mestruale

La prima fase del ciclo mestruale è quella in cui compare il flusso, preceduto da alcuni segni preparatori: crampi al ventre, (soprattutto dalla parte in cui sta incominciando l’ovulazione) gonfiore e tensione del seno, nervosismo, mal di schiena ed emicrania.

 

Fase follicolare

La seconda fase del ciclo mestruale c’è al termine della mestruazione quando comincia a maturare il follicolo. Il nome deriva dal fatto che i follicoli presenti nelle ovaie, si attivano per produrre l’ovulo e per farlo giungere a maturazione, verso il giorno 14 del ciclo, oltre che per sintetizzare estrogeni e progesterone. Questi due ormoni sono indispensabili nella ricostruzione dell’endometrio, rivestimento della superficie interna dell’utero che alla fine di ogni ciclo mestruale viene parzialmente espulso con la mestruazione.

 

Fase ovarica

Nella terza fase del ciclo mestruale il follicolo scoppia lasciando libero l’ovulo che attraversa le tube di Falloppio. L’ ovulo è pronto per ricevere gli spermatozoi ed essere fecondato.

La fase di ovulazione, però è molto breve, dura circa 24 ore, la donna si accorge di essere in questa fase in quanto ha una aumentata produzione di muco chiaro e filante a livello vaginale, il cui compito è quello di catturare gli spermatozoi e aiutarli a restare vivi fino al momento in cui raggiungono l’ovulo.

 

Fase luteinica

Il follicolo che scoppiando ha liberato l’ovulo, è rimasto nell’endometrio poiché non ha ancora esaurito la sua funzione; deve, infatti, trasformarsi in corpo luteo e produrre particolari ormoni, estrogeni e progesterone, inoltre ha il compito di favorire l’aumento della temperatura del corpo e in particolare dell’endometrio per accogliere l’ovulo fecondato.

Se l’ovulo non è stato fecondato, i livelli ormonali progressivamente si abbassano e il corpo luteo si rompe provocando la mestruazione.

Tutto questo processo con le sue 4 fasi avviene mensilmente dal momento del menarca fino alla menopausa, escluso, naturalmente, il periodo di gestazione.

Queste 4 fasi non dipendono solo dall’apparato riproduttivo, ma, sono controllate a livello endocrinologico da 2 ghiandole fondamentali, l’ipofisi e l’ipotalamo.

 

 

Il ritmo e la durata del ciclo mestruale

 

Il ciclo mestruale è un evento soggettivo, non sempre è regolare o ha la stessa durata in termini di tempo, e neppure la stessa costanza di flusso, pertanto lo definiamo in base al ritmo come regolare, lungo e alterato.

Un ciclo dal ritmo regolare è di circa 28 giorni con flessibilità fino a 35, della durata di 3-8 giorni e con un flusso ematico pari a 30-90 ml totali. Un ciclo dal ritmo lungo invece si presenta oltre il 36° giorno. Quando il ciclo è inferiore al ritmo di 25 giorni di parla di polimenorrea.

Altre situazioni di alterazione possono riguardare:

  • l’assenza del ciclo per più di tre mesi (amenorrea);
  • perdite inferiori a 20 ml (ipomenorrea) o superiori a 80 ml (ipermenorrea);
  • perdite lievi fra un ciclo, è il caso dello spotting;
  • perdite consistenti fra un ciclo e l’altro (metrorragia);
  • flusso importante e prolungato (menometrorragia);
  • flusso notevole e di durata superiore a 8 giorni (menoraggia).

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